Vincenzo Colella, alias Vinzela
I paesaggi di Arezzo e delle sue quattro vallate sono da sempre fonte di suggestioni per il mondo dell’arte.
Ancora oggi sono molti gli artisti che si innamorano perdutamente di questi luoghi e spesso decidono di andarci ad abitare per un breve periodo o in pianta stabile.
Nella bucolica campagna di Civitella in Val di Chiana, dalla primavera di quest’anno vive Vincenzo Colella, alias Vinzela, apprezzato artista campano che si è trasferito con la sua famiglia a CasadiDina, un luogo speciale dove la creatività dei mestieri incontra l’arte, secondo la filosofia dei fondatori David Nespoli e Sara Mazzeschi.
Classe 1977, nato a Benevento, già in tenera età Vinzela mostra una grande passione per il disegno e la pittura.
“Fin da piccolo sentivo il fuoco dell’arte dentro, ma non sapevo come incanalare quell’energia – racconta l’artista. – Avevo circa dieci anni quando, durante una vacanza estiva nel Salento, conobbi un pittore e incisore che aveva una piccola scuola nel retrobottega. Chiesi a mia madre di poterla frequentare e così, ogni giorno, invece di andare in spiaggia imparavo a dipingere gli splendidi oliveti che mi circondavano”.
Crescendo Vinzela approfondisce da autodidatta le tecniche, si esercita eseguendo copie d’autore, cerca una sua strada artistica distintiva. Nel 2008 tiene la sua prima mostra personale nell’ex convento delle Clarisse a Montesarchio (BN). Nello stesso anno, apre nel centro storico di Benevento una bottega d’arte dove, oltre a dipingere, insegna lui stesso disegno e pittura.
Sin dai primi anni di carriera lo stile è contrassegnato da un linguaggio figurativo espressionista, caratterizzato da forme smembrate e incompiute. Figure umane, animali, scorci paesaggistici volutamente non vedono mai la conclusione.
“Lasciando l’opera incompleta, do la possibilità allo spettatore di interpretarla, di viverla con i propri occhi e di finirla con la propria immaginazione. In un’epoca in cui l’artista è spesso una persona affetta da protagonismo, che vuole apparire a ogni costo, io scelgo di condividere la mia arte con chi la osserva”.
Negli anni Dieci del nuovo millennio l’arte di Vinzela esce dai confini campani e le sue opere vengono esposte nelle gallerie di Roma, Venezia, Basilea e Milano, nell’ambito di prestigiose collettive. Da ricordare, nel 2012, anche una grande mostra nella sua Benevento dedicata a un tema a lui caro, quello degli emarginati, persone che la società, intrisa di perbenismo, tende a nascondere ed evitare. L’evento si conclude con “Combustione”, performance in cui l’artista brucia le tele rimaste invendute. Da questo episodio, il regista Michele Salvezza trae un cortometraggio.
In seguito, Vinzela partecipa a importanti mostre fiere nazionali, continua con la sua ricerca che a volte è fatta di indagine interiore e attenta osservazione del mondo che gli ruota intorno, altre volte è più tormentata, come dimostrano dipinti, disegni e grafiche in cui i protagonisti sono personaggi inquietanti, spettri eseguiti di pancia, come se l’artista chiedesse alla sua arte di aiutarlo ad affrancarsi da certi fardelli reconditi. Dopo una necessaria pausa di riflessione, adesso il beneventano ha l’opportunità di trovare molte risposte che cerca nella tranquillità della Val di Chiana aretina.
“Quando sono arrivato per la prima volta, sono stato colpito dalla luce di questa campagna, molto diversa da quella del mio Sannio. Per alcuni aspetti mi ricorda la Provenza, dove ho vissuto per un periodo. Ѐ una caratteristica che permette di avvicinarmi diversamente al processo creativo e compositivo dell’opera”.
Il sogno di Vinzela sta prendendo forma grazie a CasadiDina, che gli offre la possibilità di lavorare e ripartire con nuovi stimoli con questo progetto artistico e di vita.
“David e Sara sono persone sensibili. Anche se il loro ambito lavorativo principale è distante dal mondo artistico, dal primo giorno che ci siamo conosciuti è nata una amicizia sincera ed entrambi hanno trovato nelle mie opere qualcosa che tocca le loro corde più intime. Sono il primo artista ospitato a CasadiDina dopo la sua apertura – conclude il pittore campano. – Sono certo che sarà una tappa fondamentale per la mia carriera”.


